Pillole di Esplorazione Digitale 1: non solo orari 

Negli anni passati la ricerca e le indicazioni per i genitori si concentravano sul tempo trascorso dai bambini con i dispositivi digitali. Eppure questi sono ormai così presenti nella nostra vita che i momenti “senza schermi” sono quasi una eccezione. 

Oggi piuttosto che “quanto tempo” può essere utile farsi domande rispetto a:

Contesto

Intorno al bambino sono presenti adulti che lo guidano nella sue attività e che possono gradualmente renderlo autonomo sviluppando le sue abilità? Se i nuovi media sono interattivi diventa fondamentale condividere l’esperienza con il bambino, partendo dall’uso spontaneo che ne facciamo. Possiamo giocare, cercare, leggere, creare insieme.

Alcuni spazi e tempi sono meno indicati di altri all’uso dei dispositivi. Regole che restringono l’uso in alcune situazioni, ad esempio non usare il cellulare a tavola o i videogiochi la sera, sono più facili da rispettare (anche per i grandi!). Questo prepara poi il bambino a contesti come quello scolastico.

Contenuto

Le informazioni e gli stimoli sono adeguati alle capacità e al livello di sviluppo del bambino? Sono rilevanti per i suoi interessi?

Tantissime applicazioni per smartphone o tablet rivolte ai bambini sostengono di essere “educative”: molte di esse però contengono messaggi pubblicitari. E’ importante inoltre per il genitore conoscere la classificazione PEGI, che in Europa permette di distinguere per quale fascia di età i contenuti di applicazioni e videogiochi sono appropriati.

Connessioni

L’attività permette il collegamento con altre persone? Un videogioco può essere ad esempio una esperienza condivisa con i coetanei, mentre una videochiamata può mantenere i contatti con familiari lontani.

Il collegamento può riguardare anche altre attività “analogiche”. Si può ad esempio fare un ricerca per rispondere alla curiosità del bambino per un fenomeno osservato durante una attività all’aperto, o per vedere quali eventi si terranno nella nostra zona. Questo non è molto diverso da quello che veniva fatto con i media tradizionali: nelle storie e nelle informazioni il bambino cerca strumenti per dare senso al mondo esterno delle cose e al mondo interno dei suoi vissuti.

Fonti ed approfondimenti:

    • Blum-Ross, A. and S. Livingstone (2016) Families and screen time: Current advice and emerging research. Media Policy Brief 17. London: Media Policy Project, London School of Economics and Political Science.
    • Barr, R., & Linebarger, D. N. (2016). Media exposure during infancy and early childhood. New York: Springer.