Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

Oggi si celebra la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbulismo, tema che spesso arriva agli onori delle cronache.

Può venire confuso con altre forme di conflitto e prevaricazione online più o meno simili, come le provocazioni insultanti (flaming) o i discorsi d’odio. Le diverse definizioni di questo fenomeno sono probabilmente alla base delle cifre molto discordanti nelle varie ricerche rispetto alle sue effettive dimensioni.

Sul piano “analogico” il bullismo tradizionale implica un comportamento di prevaricazione intenzionale, ripetuto e volto a mantenere una differenza di potere. Sembra esserci una continuità con la sua versione digitale: i ruoli di bullo e vittima vengono spesso mantenuti anche in rete, fra persone che già si conoscono.

Il digitale però porta effettivamente degli elementi specifici della forma “cyber”. La riproducibilità, caratteristica dell’informazione in rete, può rendere la prevaricazione ulteriormente replicabile anche oltre le intenzioni del bullo, : pensiamo a messaggi o foto la cui diffusione sfugge al controllo. Capacità tecniche inoltre possono diventare la base per un rapporto ulteriormente sbilanciato, per esempio quando il bullo sa sfruttare le possibilità di anonimato. Per questo come Digitabilis sottolineiamo sempre l’importanza di contestualizzare in rete anche competenze relazionali ed etiche, rifiutando l’assunto che l’abilità d’uso corrisponda necessariamente ad un uso consapevole.

Altro motivo per considerare il cyberbullismo come problematica distinta riguarda i suoi danni in termini di salute mentale, che purtroppo la ricerca ci indica andare oltre quelli del bullismo tradizionale. A questo potrebbe contribuire il suo essere estremamente pervasivo: l’umiliazione della vittima può essere riprodotta a uso di pubblici sempre più vasti, e continua anche senza presenza fisica. Può sembrare quindi impossibile farlo terminare o anche solo  trovare uno spazio sicuro.

Sono proprio queste caratteristiche di fenomeno sociale amplificato nel digitale a rendere necessari interventi che vadano oltre la moralizzazione o l’informazione estemporanea. E’ necessario coltivare nel tempo la consapevolezza rispetto agli esiti delle proprie azioni in rete, ma anche sostenere l’azione di chi difende potenziali vittime. Come nel bullismo “analogico” è fondamentale il ruolo degli spettatori, e la presenza di modelli di comportamento positivi fra i pari.