Pillole di Esplorazione Digitale 4: quando la coppia scoppia…online

La coppia adulta, secondo alcune prospettive punto d’arrivo di maturità e perno della struttura sociale, è tradizionalmente fondata sulla reciproca esclusività dell’intimità. Eppure l’infedeltà, nonostante sia moralmente condannata, è un fenomeno presente, agita sia da uomini che da donne. Spesso sia l’occasione che l’indizio del tradimento si legano alla rete: messaggi compromettenti, fotografie, siti di incontri…ma quale è effettivamente il loro impatto?

La letteratura recente (Vossler, 2016; McDaniel et al., 2017) mostra come l’infedeltà possa essere prevista da alcuni fattori: caratteristiche individuali, tra cui l’attaccamento insicuro (uno stile relazionale in cui il legame con l’altro risulta problematico) e caratteristiche della relazione stessa, in termini di soddisfazione e coinvolgimento, ma anche di quanto si è investito su di essa rispetto a possibili alternative. Infine risultano influenti i fattori contestuali, come la possibilità di conoscere altri potenziali partner per lavoro o durante i viaggi.

Al tempo stesso la rete dà molte possibilità per il tradimento, a volte attraverso pratiche nuove, ma entrate a far parte della quotidianità di molte persone. Fra queste le varie forme di sexting, ovvero lo scambio di messaggi o immagini a carattere erotico, e le varie app di incontri.

Inoltre altre attività online possono creare problemi nella coppia, anche non coinvolgendo altri, se l’investimento in esse sembra superare quello verso il partner. Fra queste i videogiochi, la pornografia o lo shopping. Anche il rivelare online dettagli della propria relazione può essere visto come una violazione dell’intimità della coppia (Helsper & Witty, 2016). 

Questi comportamenti possono essere molto disturbanti, seppur con differenze di genere (Vossler, 2016): le donne tendono a considerare come infedeltà una gamma più vasta di comportamenti online e sarebbero più propense a sorvegliare i loro partner. Una differenza  coerente con la storia evolutiva della nostra specie (Guadagno  & Sagarin, 2010) che vede particolarmente centrale per le donne mantenere l’investimento emotivo e di attenzione del partner, ma anche con aspetti culturali. 

Non sorprende quindi che, come può accadere anche nell’analogico, possano essere gli stessi partner ad avere idee differenti e ad assumere che l’altro condivida le proprie (Helsper & Witty, 2010), rendendo difficile stabilire delle regole condivise. Forme “minori” di infedeltà (“era solo una chat…”) per qualcuno possono essere anche più gravi di altre.

Alcuni autori hanno identificato caratteristiche salienti del tradimento online, anche se potenzialmente presenti anche nell’ “analogico” (Gerson, 2011). La scoperta è spesso improvvisa e le tracce del tradimento possono permanere, rendendo difficile ristabilire la fiducia. Alcuni autori (Hertlein & Stevenson, 2010) hanno proposto un modello delle vulnerabilità specifiche della relazione di coppia nelle “sette A”: 

Anonimato: l’utente è in grado di controllare meglio il suo modo di presentarsi rispetto al faccia a faccia, e attraverso il mezzo scelto (ad esempio la scrittura ma anche la realizzazione di un “avatar”) può differenziare il sé digitale da quello analogico.

Accessibilità: lo sviluppo dei dispositivi mobili consente il contatto e anche forme di intimità potenzialmente in ogni luogo.

Abbordabilità: i costi possono essere bassi sia del punto di vista economico che, aggiungiamo noi, dal punto di vista affettivo: nulla ci impedisce di “abbandonare” i partner online semplicemente cancellando l’utente o bloccando la comunicazione.

Accettabilità: internet permette di esplorare attività socialmente condannate, pensiamo a fantasie o pratiche insolite.

Approssimazione: il digitale consente di simulare sempre meglio l’analogico, attraverso ad esempio l’invio di immagini.

Ambiguità: nel definire un confine oltre il quale il tradimento è tale.

Accomodamento: la rete come spazio parallelo permette di vivere aspetti conflittuali del sé, si può quindi essere “fedele” al proprio partner e al tempo stesso cercare avventure che restano davanti a uno schermo.

L’impatto su chi subisce il tradimento (Cravens et.al 2013) può essere di diversa natura. Vi è poi il problema tipico dello stabilire quali limiti sono stati violati, proprio perché non sempre questi sono chiari rispetto alla rete. Che cosa si può superare o perdonare? Lo stesso rapporto con le piattaforme può esserne turbato.

Quali sono le caratteristiche dei partner che tradiscono online?  Stando allo studio sulle coppie di McDaniel e collaboratori (2017):

hanno relazioni meno soddisfacenti e più ambivalenti, ovvero hanno sentimenti particolarmente contrastanti per l’altra persona. Questo effetto va probabilmente in entrambe le direzioni: le “scappatelle” fatte per fuggire da un rapporto difficile tolgono poi energie e investimento al rapporto stesso;

hanno una elevata ansia nell’attaccamento, temono cioè l’abbandono da parte dell’altro. I tradimenti potrebbero dunque essere sia una strategia per recuperare l’attenzione dell’altro suscitando gelosia, che per ritrovarla in nuovi partner qualora la relazione attuale non sia più soddisfacente.

Anche parlando di queste tematiche continua ad essere evidente uno dei punti cardine della nostra visione come Digitabilis: la scarsa utilità di una contrapposizione fra un mondo “virtuale” e uno “reale”, quando al contrario ci sono forti elementi di continuità fra le esperienze.

 

Fonti ed approfondimenti:

Cravens, J. D., Leckie, K. R., & Whiting, J. B. (2013). Facebook Infidelity: When Poking Becomes Problematic. Contemporary Family Therapy, 35(1), 74–90. 

Gerson, M. J. (2011). Cyberspace betrayal: Attachment in an era of virtual connection. Journal of family psychotherapy, 22(2), 148-156.

Guadagno, R. E., & Sagarin, B. J. (2010). Sex Differences in Jealousy: An Evolutionary Perspective on Online Infidelity. Journal of Applied Social Psychology, 40(10), 2636–2655

Helsper, E. J., & Whitty, M. T. (2010). Netiquette within married couples: Agreement about acceptable online behavior and surveillance between partners. Computers in Human Behavior, 26(5), 916-926.

Hertlein, K. M., & Stevenson, A. (2010). The seven “As” contributing to Internet-related intimacy problems: A literature review. Cyberpsychology: Journal of Psychosocial Research on Cyberspace, 4(1).

Hertlein, K. M., & Ancheta, K. (2014). Advantages and Disadvantages of Technology in Relationships: Findings from an Open-Ended Survey. Qualitative Report, 19(11).

McDaniel, B. T., Drouin, M., & Cravens, J. D. (2017). Do you have anything to hide? Infidelity-related behaviors on social media sites and marital satisfaction. Computers in human behavior, 66, 88-95.

Vossler, A. (2016). Internet Infidelity 10 Years On: A Critical Review of the Literature. The Family Journal: Counseling and Therapy for Couples and Families, 24(4) pp. 359–366

Vossler, A., & Moller, N. P. (2019). Internet Affairs: Partners’ Perceptions and Experiences of Internet Infidelity. Journal of Sex & Marital Therapy, 46(1), 67-77.