Pillole di esplorazione digitale: didattica digitale, ma come?

La didattica a distanza è diventata obbligatoria in seguito al “decreto scuola” del 6 aprile. Come trasformare le limitazioni dello schermo in risorsa? 

Prima di tutto, strutturando al meglio spazi e tempi, e tenendo conto delle peculiarità del mezzo, come già abbiamo scritto qui.

Inoltre, sfruttando al meglio le potenzialità degli strumenti, a partire dalla multimedialità. Questo è particolarmente interessante se consideriamo il fatto che l’apprendimento non è la semplice acquisizione di informazioni, ma coinvolge la costruzione di rappresentazioni mentali. Si tratta di un lavoro attivo, che necessita di un contesto facilitante, a partire dal modo in cui vengono presentate le informazioni.

Sfruttare la multimedialità può sembrare facile: aggiungere qualche immagine accattivante, trovare qualche video sull’argomento. 

Ma come ogni insegnante sa, non sempre le buone intenzioni si traducono in risultati.

Clark & Mayer (2016), esperti di lunga data nell’e-learning, forniscono alcuni spunti interessanti sull’argomento.

    • Prediligere la coerenza: è controproducente, ad esempio, aggiungere elementi al materiale proposto non pertinenti con l’obiettivo, dettagli con valore puramente estetico o informazioni non essenziali. Il rischio è quello di frammentare l’attenzione e non permettere un’elaborazione approfondita dei contenuti, mettendo ancora più in difficoltà gli studenti meno abili, che si trovano con poche risorse da dedicare a compiti già per loro complessi.
    • Posizionare il testo vicino all’immagine corrispondente: seguire il principio di contiguità, evitando ad esempio di concentrare il testo in una didascalia in fondo o di rimandare alla pagina precedente o successiva.
    • Rendere più accattivanti gli elementi centrali della lezione: ad esempio sfruttando quello che viene definito “emotional design”. Alcuni elementi efficaci possono riguardare la scelta di colori caldi e l’aggiunta di elementi di volti umani (Mayer & Estrella, 2014). Un’idea “dare una faccia” alle cellule, o colorare le torte che rappresentano le frazioni. Siamo predisposti, come esseri umani, ad una risposta emotiva a queste caratteristiche, che dunque catturano la nostra attenzione. La sfida è associarle agli elementi importanti per la lezione!
    • Presentare l’informazione preferibilmente sotto forma di audio e testo: usando, ad esempio, contemporaneamente paragrafi scritti, componenti grafiche e spiegazione orale si rischia di aumentare il carico di lavoro, anche solo per confrontare le informazioni provenienti dai diversi canali comunicativi. Questo va contro la diffusa teoria degli “stili di apprendimento”, secondo la quale esisterebbero modalità differenti per ogni persona di assimilare le informazioni che, pur essendo molto popolare, non ha raccolto sufficienti evidenze (Kritschner, 2017).

Fonti ed approfondimenti: