Pillole di esplorazione digitale: didattica digitale, al meglio!

Nel capitolo precedente a tema didattica digitale (che potete leggere qui) abbiamo parlato di come focalizzare la nostra presentazione sui contenuti importanti. Il passo successivo è fare in modo che questi effettivamente vengano fatti propri. Essi devono essere rappresentati mentalmente, organizzati ed integrati il più possibile con le informazioni già presenti e sedimentate nel tempo. Si impara dando un senso alle cose, sia nel mondo analogico che in quello digitale.

Ma come facilitare questo nelle lezioni attraverso uno schermo?

Per agevolare la rappresentazione è importante rendere i contenuti facilmente assimilabili, ad esempio considerando la quantità di informazioni e l’ordine in cui esse vengono presentate.

Scelti i concetti essenziali, un’idea potrebbe essere quella di dividerli in segmenti: spezzare le informazioni in parti facilmente gestibili è sicuramente preferibili ad un unico discorso lungo e articolato. In questo una presentazione con slides ci viene in aiuto, a patto di non sovraccaricarle di informazioni!

Il testo proposto con le diapositive aumenta il lavoro necessario per elaborare gli stimoli visivi. Per questo è più efficace scrivere poche frasi essenziali e parole chiave, ampliando ed arricchendo la spiegazione a voce.

Proprio rispetto ai nomi e alle nozioni che verranno introdotti durante la lezione, è utile far familiarizzare gli allievi con essi, ad esempio dedicando una delle prime diapositive all’introduzione delle tematiche approfondite successivamente nella lezione.

Come favorire invece l’integrazione dei diversi contenuti?

Sebbene non sia sempre consigliabile presentare informazioni su diversi canali, quando necessario è possibile farlo in modo efficace seguendo qualche accorgimento.

Presentare insieme parole e grafica può stimolare collegamenti fra due rappresentazioni diverse, ma sono da preferire alcuni tipi di grafiche:

  • organizzative (es. i diagrammi con frecce che indicano la direzione dei dati)
  • relazionali (es. l’uso dei colori per rappresentare le temperature)
  • trasformazionali (es. i video in timelapse)

Discorso a parte meritano le animazioni: per quanto possano essere accattivanti e utili per spiegare alcuni processi, in altri casi hanno effetti peggiori rispetto alle immagini statiche.

Le attività come i quiz, che possono essere messe in atto anche durante le lezioni in presenza attraverso piattaforme come Kahoot, sono un modo efficace e coinvolgente per fissare le informazioni al termine di una lezione. Da tenere a mente, mentre si scrivono i quesiti per queste attività, che risultano più efficaci le domande basate su situazioni reali dove calare le nuove competenze acquisite, e sono quindi preferibili al semplice riconoscimento dell’informazione corretta tra le possibili risposte.

Fonti ed approfondimenti:

Clark, R. C., & Mayer, R. E. (2016). E-learning and the science of instruction: Proven guidelines for consumers and designers of multimedia learning. John Wiley & Sons.