CONNESSI E SCONNESSI

serie di cavi verdi connessi tra loro, e un cavo rosso sconnesso

Digitale e analogico sono sempre meno due mondi separati.

Si utilizza infatti sempre più il termine “onlife”, che descrive proprio l’esperienza che possiamo facilmente riconoscere del nostro muoverci in continuità tra mondo analogico e digitale e nel nostro non essere mai del tutto “sconnessi”.

E, forse, definire i momenti in cui siamo “sconnessi” è anche poco utile. I dispositivi collegati alla rete ci accompagnano in ogni momento della nostra vita, e anche quando non li usiamo restiamo consapevoli delle interazioni che continuano sul web.

Il nostro pensiero può andare, ad esempio, all’ultimo commento che abbiamo lasciato su quel post: chissà se avrò ricevuto altri like, chissà se qualcunə mi avrà risposto…

Il digitale è infatti sede di gran parte delle informazioni e narrazioni che contribuiscono alla nostra visione del mondo, di esperienze mediate che coinvolgono i nostri interessi, valori e aspirazioni.  Eppure, è spesso presentato come uno spazio non autentico, fittizio, distinto da quello della realtà concreta, e le soluzioni proposte in situazioni di un suo utilizzo problematico sono frequentemente centrate sulle restrizioni. In questo modo, però, si rischia di perdere di vista quanto il digitale stesso sia integrato nelle nostre esperienze, portando avanti una contrapposizione inadeguata a descrivere la complessità dei fenomeni che stiamo attraversando.

Al contrario, esplorare la continuità tra l’essere connessi e sconnessi permette di coltivare e sviluppare consapevolezza e partecipazione.

Le capacità necessarie per vivere bene in rete possono essere coltivate a tutte le età, anche in pratiche analogiche. Quello che viviamo nel digitale può essere valorizzato fuori dagli schermi.

La proposta di accogliere la continuità si configura come una possibilità di ripensare in modo critico, ma anche creativo, il nostro rapporto con le tecnologie, nel loro complesso e nel sempre più intimo incontro con la nostra mente e le nostre relazioni.

La continuità tra analogico e digitale può esprimersi nello sviluppo di comunità (online e offline), nelle varie forme di culture partecipative, nell’attivismo e nell’azione sociale.

Questa prospettiva e si lega all’attenzione, propria di Digitabilis, all’equità nell’uso della rete. Guardare ai contesti digitali senza tenere conto delle esperienze e delle risorse a cui le persone hanno accesso in quelli analogici rischia di acuire disagi e disuguaglianze, piuttosto che colmarli.

La continuità tra analogico e digitale è presente in vario modo in tutte le proposte di Digitabilis, ed è stata sperimentata con successo: abbiamo fornito elementi specifici per la creazione di attività “connessi e sconnessi” in diversi contesti come i servizi educativi territoriali e le politiche per le pari opportunità.