QUESTIONI “CALDE”

“Crediamo di sapere cosa scriveremo sulle pagine dei giorni futuri, oppure crediamo addirittura di essere già alla fine del libro… ma c’è sempre una pagina che ci sorprende.”

[Stefano Benni]

Il digitale è un tema in grado di scatenare dibattiti e generare polemiche, come spesso accade per le tematiche che hanno a che fare con il “nuovo”.

Alcune questioni, poi, sembrano particolarmente controverse. Noi le abbiamo chiamate questioni “calde”. Sono temi che fanno paura, sui quali non è ancora stata detta l’ultima parola, che non conosciamo bene come pensiamo.

La loro esistenza è inevitabile, dal momento che il digitale sta portando importanti cambiamenti nelle nostre esperienze e relazioni, spesso in modo molto rapido. Alcuni aspetti della vita in rete, quindi, diventano “caldi” anche nel loro essere al tempo stesso malleabili e difficili da maneggiare.

Spesso questi temi toccano le nostre emozioni e i nostri valori, insieme ad assunti più o meno consapevoli su cosa sia fonte di pericolo o benessere. A volte le nostre preoccupazioni hanno più a che fare con questo che con i rischi effettivi, in quello che viene chiamato “panico morale”.

 

Esempi di “questioni calde” sono:

Comunicazione prevaricativa

  • trolling e flaming
  • blasting e shitstorm
  • cyberbullismo
  • discorsi d’odio
  • revenge porn” (diffusione non consensuale di immagini intime)

Disturbi dell’informazione

Relazioni tra digitale e benessere

Digitale e processi sociali

Digitale e contenuti controversi

 

È importante poterne parlare, affinché ogni discussione, per quanto legittima, possa partire da basi condivise di informazioni scientificamente fondate.  Ma la scienza non basta sempre a indicarci come affrontare l’incertezza: la vera o presunta oggettività dei dati si mescola alle narrazioni non sempre concordi. Come Digitabilis, i nostri interventi sono quindi orientati allo sviluppo e alla mediazione delle diverse prospettive dei partecipanti, per costruire una partecipazione alla rete più consapevole.